Aria condizionata sì, aria condizionata no

May 24th, 2014 by Giancarlo Spadini Leave a reply »

Con l’arrivo del caldo si riaccendono gli impianti di condizionamento: sul lavoro, in famiglia, al ristorante, nei grandi magazzini e su tutti i mezzi di trasporto che ci circondano. Giusto o sbagliato?
Ambiente, economia e salute. Quali sono i pro e i contro?

PERCHÈ SÍ

ANZIANI Durante le ondate di calore l’aria condizionata è un salvavita: nelle comunità con più condizionatori gli utra 65enni hanno il 17% di ricoveri in meno per patologie cardiovascolari e respiratorie rispetto alle comunità con meno condizionatori.
In una casa di riposo in Florida in 4 giorni di rottura dell’impianto di condizionamento, e con la temperatura salita a 31°C, 21 pazienti su 89 hanno avuto un episodio di iperpiressia con febbre da calore oltre 38°C e 5 ne sono deceduti.

BAMBINI Consigliata dal 69% dei pediatri per i bambini piccoli che hanno difficoltà di termoregolazione.

LAVORO I ricercatori della National University of Singapore hanno dimostrato che, se sono richieste abilità numeriche, controllo dei dati e pensiero creativo, la temperatura ideale è di 20°C. A 24°C la produttività scende del 15% e gli errori aumentano del 25%.
Un altro studio sulla produttività, condotto da ricercatori finlandesi e statunitensi, ha dimostrato che aumenta progressivamente a partire da 20,5°C con il picco massimo a 21,6°C.

IN AUTO Il condizionatore migliora l’aria nell’abitacolo: uno studio su tre auto di marca e tipo diversi ha dimostrato che l’aria condizionata riduce i microrganismi dell’81,7%, le spore di funghi dell’83,3%, il particolato dell’87,7%, con riduzione del rischio di crisi allergiche senza differenze fra marche e tipo dell’auto. Ovviamente a patto di mantenere i filtri puliti ed efficienti.

PERCHÈ NO

SALUTE Il getto diretto delle bocchette dell’aria condizionata può causare tracheiti, bronchiti, torcicollo, otiti, mal di testa e di schiena. Inoltre c’è il rischio di polmoniti da batteri che crescono nei filtri degli apparecchi non ben manutenzionati nel tempo. L’eccessiva deumidificazione dell’aria può associarsi a disagi oculari, pruriti e arrossamenti soprattutto per chi fissa a lungo lo schermo del pc o indossa lenti a contatto morbide che tendono a seccarsi.

ECONOMIA Per tenere al fresco la propria abitazione è meglio isolare lo stabile e gli infissi, schermare le finestre dall’esterno con oscuranti, consiglia Leon Glicksman del MIT di Boston. Ma soprattutto bisogna modificare le abitudini: ridurre l’uso di elettrodomestici (fornelli, forni, ferri da stiro, phon) che creano calore; spegnere quelli in stand-by, aprire le finestre di notte, ricorrere alle pale a soffitto che rinfrescano in modo più economico e sano.

LAVORO Fresco sì, ma senza esagerare. In estate triplicano i raffreddori da ufficio: per evitarli fra la temperatura ambientale e quella esterna non devono esserci più di 7°C. Certo, se fuori la temperatura supera i 40°C, si può scendere di più alla ricerca del benessere, ma non del freddo.

AMBIENTE I gas refrigeranti danneggiano l’ambiente: quelli di prima generazione (Cfc, Hcfc) contengono cloro e sono causa del buco nell’ozono; gli Hfc sono gas serra e contribuiscono al riscaldamento terrestre. I condizionatori a propano richiedono personale specializzato per l’installazione e quindi sono più costosi

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