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Riscaldare la piscina con i pannelli solari

December 6th, 2013

Il tema del risparmio energetico oggi ricopre sempre più importanza ed interesse sia per la crescente attenzione alla salvaguardia dell’ambiente sia per la maggiore attenzione e necessità di ridurre le spese correnti.

 

Utilizzare energia elettrica per la piscina quando abbiamo a disposizione l’energia del sole gratuita e rinnovabile è in effetti un vero spreco. Anche perché il riscaldamento dell’acqua della piscina è uno di quei consumi energetici che può essere abbattuto facilmente con l’adozione di pannelli solari.

 

Installando dei pannelli solari è difatti possibile avere acqua calda gratuita d’estate e prolungare il periodo di utilizzo della piscina semplicemente sfruttando il calore del sole.

 

La soluzione è più semplice di quanto si possa immaginare ed anche il costo iniziale si ammortizza velocemente. Senza contare che parliamo di sistemi totalmente ecologici, sia perché sfruttano fonti energetiche rinnovabili  sia perché privi di emissioni dannose per l’ambiente.

Esistono diversi tipi di pannelli solari: vetrati, non vetrati, sottovuoto, ad aria. Parlando di riscaldamento dell’acqua della piscina prendiamo in considerazione i primi due:

 

  • Pannelli piani vetrati Sono i classici pannelli che vediamo sui tetti delle abitazioni. Il sistema a risparmio energetico più diffuso in Italia per la produzione di acqua calda sanitaria per l’intera casa.

 

  • Pannelli piani non vetrati – Anche chiamati “plastici”, perché realizzati in materiale plastico (PVC, polipropilene, neoprene, gomme sintetiche), sono formati da una serie di tubi di colore scuro che assorbe il calore all’interno dei quali viene fatta circolare l’acqua della piscina. Sono i collettori solari più semplici ed economici, utilizzabili però solo d’estate.

 

La scelta fra un sistema e l’altro dipende da diversi fattori, principalmente:

  • la zona climatica dove è collocata la piscina
  • il periodo di uso della piscina
  • la collocazione della piscina

 

Se utilizzate la piscina esclusivamente d’estate la scelta ottimale è quella dei pannelli non vetrati: il loro funzionamento difatti richiede una buona insolazione e temperature esterne superiori ai 20 °C. L’installazione di questi pannelli è semplice ed economica e la loro manutenzione minima.  Sono costituiti da una serie di tubi tenuti insieme a formare un telo da srotolare su di una superficie assolata del giardino nelle vicinanze della piscina.  Il loro funzionamento è semplice: attraverso la pompa l’acqua viene fatta circolare all’interno dei tubi e riscaldata dal calore solare assorbito. L’acqua riscaldata ritorna quindi nella piscina e il ciclo continua. Nelle piscine di piccole e medie dimensioni per la circolazione forzata dell’acqua non è necessario inserire una pompa aggiuntiva, è difatti sufficiente la pompa della piscina con l’aggiunta di un by-pass.

Se il vostro obiettivo è invece quello di usare la piscina anche in giornate fredde e senza sole, oppure se la vostra piscina è interna alla casa, la scelta deve cadere sui pannelli vetrati. Questo sistema ha un rendimento ed efficienza molto superiori rispetto ai pannelli non vetrati, scaldano l’acqua anche con temperature esterne basse e in condizioni di scarso irraggiamento solare.

 

Come vedete, sia che usiate la piscina solo d’estate sia che amiate un bagno caldo anche d’inverno, la soluzione rispettosa dell’ambiente e del vostro conto energia esiste: i pannelli solari.swim-ring-84625_1280

Stoviglie monouso finalmente riciclabili

December 24th, 2011

Forchette, cucchiai, coltelli, piatti e bicchieri di plastica verso il riciclo!
Presto almeno una parte delle 150.000 tonnellate di stoviglie monouso in plastica immesse ogni anno al consumo nel nostro paese potrebbe presto essere raccolta e riciclata.

Dopo anni di tira e molla e di distinguo sulla natura di questi prodotti (sono o no imballaggi?), i cittadini potranno finalmente conferire piatti e bicchieri nei sacchi della plastica e smettere di chiedersi perché non possono farlo. Il punto di svolta viene da una recente delibera del CdA Conai, che dal 1° luglio 2012 assoggetta a contributo ambientale pieno anche gli importatori e i produttori di questi articoli.

Corepla ha confermato la volontà del Consorzio di avviare il riciclo delle stoviglie monouso in plastica, possibilmente già prima dell’estate, una volta raggiunta l’intesa con Anci, l’associazione dei comuni italiani, al fine di determinare le modalità di conferimento nella raccolta differenziata. L’oggetto del contendere riguarda qualità dei rifiuti raccolti e avviati a riciclo, sulla base della quale i Comuni ricevono il contributo, in quanto si teme che i residui alimentari che finiscono nel sacco della plastica insieme alle stoviglie possano abbassare gli standard, preoccupazione condivisa da selezionatori e riciclatori.
Presto la normale raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggi in plastica, attiva in 7.300 comuni e a disposizione di 57 milioni di italiani, può essere facilmente estesa alle stoviglie monouso, prevedendo un adeguato supporto di comunicazione per spiegare la novità e preservare la qualità”. L’instaurarsi o meno di un trade-off tra quantità e qualità dipenderà in gran parte dal senso civico dei cittadini e dalla capacità delle amministrazioni locali di spiegare alla massaia come vanno correttamente conferiti questi manufatti: non si pretende certo che i piatti vengano lavati, sarà sufficiente eliminare gli avanzi di cibo prima di gettare le stoviglie nel sacco della differenziata.

La plastica proveniente dalle stoviglie monouso entrerà per lo più a far parte della frazione di plastiche miste, in passato destinata a recupero energetico e oggi sempre più spesso recuperata per via meccanica grazie a programmi specifici di riciclo.

La differenziata anche in agriturismo

March 29th, 2011

Dopo i disastri ecologici di quest’ultimo periodo, parlare di cose positive in campo ambientale sembra impossibile, fortunatamente però ci sono ottime notizie nel campo della raccolta differenziata. Alla ricerca del minimo impatto sono ormai tantissime le strutture agrituristiche che si impegnano a fondo per lo sviluppo di una raccolta differenziata spinta e capace di produrre valore. Esempio tipico è la raccolta dell’umido che in agriturismo ormai da tempo viene fatta per produrre ottimo concime per piante e campi.

Ma non ci si ferma solo all’umido. Molte strutture sono andate oltre, differenziando plastica e alluminio, tornando anche al famoso vuoto a rendere. Non più quindi bottiglie di plastica usa e getta per acqua o bottiglie in vetro mono uso per vino, bibite e altre bevande, bensì bottiglie vuoto a rendere che una volta terminato il prodotto faranno ritorno nell’azienda produttrice per un ciclo di lavaggio sterilizzazione e rimessa in commercio.

Si ripesca dal passato quindi per il bene del mondo nel futuro avendo capito l’indispensabilità della raccolta differenziata.

Moltissimi gli agriturismo interessati. Anche un noto portale sugli agriturismo, contiene numerosi agriturismo nella Toscana che praticano regolarmente la raccolta differenziata e producono concime per il terreno dai propri scarti umidi. Proprio la Toscana, una delle regioni con il maggior numero di agriturismo sembra finalmente voler spingere con la differenziata e rendersi protagonista di questo modo di ridurre i rifiuti.

Fondamentale quindi anche l’apporto di tutti i cittadini Toscani e non. Dovendo scegliere un agriturismo in Toscana o qualsiasi regione d’Italia, scegliere un agriturismo ecosolidale spinto può essere un aiuto in più al benessere della natura che ci circonda.

Piacere … la carne si presenta

November 4th, 2010


Nella provincia di Forlì dal 5 novembre al 18 dicembre va in scena la carne km zero.
Degustazione della buona carne biologica della Valle del Bidente.
Tutti i dettagli del programma nel sito del consorzio.
www.carnebiologicavalbidente.it

La scelta ecologica: lana o cotone?

August 7th, 2010

Lana o cotone? Quale tessuto è più ecocompatibile?
Anche comprare una maglia lascia un impronta ambientale sul nostro pianeta, cosa è meglio scegliere quindi?

Lana

Per produrre una tonnellata di lana vengono impiegati circa 500.000 litri d’acqua per la lavorazione (senza contare l’abbeveraggio degli animali).
Inoltre gli ovini, come tutti gli erbivori, sono grandi produttori di metano che, se liberato nell’atmosfera, è un gas serra 20 volte più dannoso dell’anidride carbonica. » Read more: La scelta ecologica: lana o cotone?