Archive for the ‘Rifiuti e Riciclo’ category

E tu, quanta ne sai di come si differenzia?

November 8th, 2015

immagine copertina_QVRSecondo i dati resi noti in questi giorni dall’ISPRA nel suo Rapporto sui Rifiuti Urbani 2015, ogni italiano ha prodotto in media, lo scorso anno, ben 488 kg di rifiuti. E nonostante la raccolta differenziata abbia raggiunto nel 2014 il 45,2% del totale (221 kg per abitante all’anno), è chiaro che resta ancora molto da fare. Insomma, siamo bravi ma non ancora abbastanza: basti pensare che il 48% dei rifiuti prodotti continua, ad oggi, a finire in discarica o avviato a incenerimento (con ovvi costi per la società e l’ambiente).

La partecipazione dei cittadini alla raccolta differenziata è di cruciale importanza per l’intero processo di riciclo e recupero dei rifiuti prodotti, in quanto è proprio a livello domestico che avviene la prima separazione nonché la raccolta dei materiali da avviare a recupero. Tuttavia, anche per le persone più attente e informate, la raccolta differenziata costituisce un terreno insidioso. Non è sempre facile, infatti, capire come riciclare correttamente certi rifiuti, e a tutti sarà inevitabilmente capitato, almeno una volta, di chiedersi: e questo, dove lo butto? senza trovare una risposta soddisfacente ai propri dubbi, e poter capire se il bidone che si è scelto sia giusto o sbagliato.

 

E tu, quanto ne sai?

Metti alla prova le tue conoscenze sulla raccolta differenziata: compila il questionario, è veloce e divertente! Sfida i tuoi amici e familiari all’ultimo punto, e col tuo contributo aiuta i ricercatori dell’Università di Padova a studiare questo fenomeno.

Questionario sulla raccolta differenziata e sul valore dei rifiuti

Gli intrusi nella raccolta differenziata

July 20th, 2014

raccolta-differenziata-copia-21Probabilmente potremmo migliorare i nostri risultati nella raccolta differenziata se fossimo aiutati a capire come differenziare meglio ciò che vogliamo buttare.
È importante perché l’errore di cassonetto si paga salato.

Una volta avviato un ciclo di lavorazione specifico per il recupero, la presenza di un “materiale estraneo” compromette un intero carico.
Facciamo l’esempio del vetro: in questo caso un intruso frequente è il pyrex, vetro borosilicato, resistente alla fiamma, diffuso nelle cucine in forma di piatti, sottopentole, pentole e coperchi trasparenti. Frantumato insieme ad un carico di bottiglie questo materiale non può essere facilmente separato dal vetro, né può essere lavorato. Ma quanti riconoscono ad occhio la differenza tra l’uno e l’altro?

Si possono fare decine di esempi: i giocattoli di plastica non devono andare nel sacco della plastica, la carta patinata non va nella carta, il metallo troppo leggero (come molti tappi dei barattoli di vetro) che non è metallo, per non parlare delle confezioni che sembrano una cosa sola, ma in realtà sono due o tre…

Purtroppo sul packaging non ci sono obblighi e il produttore può non indicare la natura o la composizione della confezione. Se di sua iniziativa decide di farlo deve usare simboli o icone già codificate e di solito lontane dall’esperienza quotidiana.
Che fare? Basterebbe poco impegno da parte delle aziende per dire in modo chiaro, anche a “parole” e non solo con simboli, di che cosa è fatta la confezione e come gestirla al momento della differenziata. Gli esempi eccellenti non mancano, ma sono una rarità.

A che servono i materiali che ricicliamo?

July 15th, 2014

ciclo_dei_materialiCon 3-4 lattine si fa la montatura di un paio di occhiali; da una trentina di lattine si ricava una caffettiera per due, e pare che ormai tutte le caffettiere prodotte in Italia – 7 milioni l’anno – siano di alluminio riciclato.

Un altro esempio è il PET, ossia il polietilene tereftalato di cui in genere sono fatte le bottiglie per acqua e bibite: si riutilizza al 100% per farne capi d’abbigliamento (da 27 bottiglie da un litro si ottiene una maglia in pile), oggetti d’arredo (una sedia vale 127 bottiglie) e altre bottiglie, naturalmente.

La raccolta della cosiddetta frazione organica, ossia l’umido (rifiuti di cucina, scarti alimentari), è un ulteriore passo obbligato per raggiungere gli obiettivi di legge che fissano nel 65% la quota di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani. Umido che torna utile per la produzione di biogas e fertilizzante per l’agricoltura.

Il valore dell’umido

July 13th, 2014

umido_organicoIl ciclo dell’umido. Dopo la raccolta, l’umido arriva al centro di trattamento dove viene frantumato, innaffiato, mescolato e inserito a ciclo continuo in un enorme serbatoio (il digestore anaerobico), dove resta una trentina di giorni producendo biogas. Il residuo viene ulteriormente lavorato per diventare compost e fertilizzante.

Togliere l’umido dalla spazzatura indifferenziata significa recuperare valore, perché l’organico viene trasformato in compost, fertilizzante per l’agricoltura e biogas (miscela di metano e anidride carbonica) a sua volta usato per produrre elettricità o calore. Ma significa anche far funzionare meglio gli inceneritori perché non devono più bruciare rifiuti pieni di “acqua”.

È più ecologico lavare l’auto nel proprio cortile oppure ricorrere all’autolavaggio?

June 24th, 2014

Un ente americano ha fatto i conti: il lavaggio fai da te ne esce nettamente sconfitto.

Calcolare con precisione l’impatto ambientale medio del lavaggio di un auto è molto difficile, soprattutto per via delle tante tecniche diverse che si possono utilizzare per questa operazione.
Tuttavia, in generale, sembrerebbe essere più ecologico affidarsi ad un autolavaggio professionale.

Innanzitutto perché questo utilizza l’acqua in modo più efficiente: circa 170 litri per auto contro una media di 410 nel caso del lavaggio casalingo, secondo i calcoli dell’ente americano International Carwash Association. E soprattutto perché l’acqua reflua del lavaggio fai da te, che può contenere sostanze come benzina, olio, residui di scarico e naturalmente detergente, finisce generalmente nei tombini, con forte rischio d’inquinamento. Gli autolavaggi, invece, sono tenuti per legge alla depurazione delle acque reflue prima del loro scarico.