Gli intrusi nella raccolta differenziata

July 20th, 2014 by Giancarlo Spadini Leave a reply »

raccolta-differenziata-copia-21Probabilmente potremmo migliorare i nostri risultati nella raccolta differenziata se fossimo aiutati a capire come differenziare meglio ciò che vogliamo buttare.
È importante perché l’errore di cassonetto si paga salato.

Una volta avviato un ciclo di lavorazione specifico per il recupero, la presenza di un “materiale estraneo” compromette un intero carico.
Facciamo l’esempio del vetro: in questo caso un intruso frequente è il pyrex, vetro borosilicato, resistente alla fiamma, diffuso nelle cucine in forma di piatti, sottopentole, pentole e coperchi trasparenti. Frantumato insieme ad un carico di bottiglie questo materiale non può essere facilmente separato dal vetro, né può essere lavorato. Ma quanti riconoscono ad occhio la differenza tra l’uno e l’altro?

Si possono fare decine di esempi: i giocattoli di plastica non devono andare nel sacco della plastica, la carta patinata non va nella carta, il metallo troppo leggero (come molti tappi dei barattoli di vetro) che non è metallo, per non parlare delle confezioni che sembrano una cosa sola, ma in realtà sono due o tre…

Purtroppo sul packaging non ci sono obblighi e il produttore può non indicare la natura o la composizione della confezione. Se di sua iniziativa decide di farlo deve usare simboli o icone già codificate e di solito lontane dall’esperienza quotidiana.
Che fare? Basterebbe poco impegno da parte delle aziende per dire in modo chiaro, anche a “parole” e non solo con simboli, di che cosa è fatta la confezione e come gestirla al momento della differenziata. Gli esempi eccellenti non mancano, ma sono una rarità.

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