Il valore dell’umido

July 13th, 2014 by Giancarlo Spadini No comments »

umido_organicoIl ciclo dell’umido. Dopo la raccolta, l’umido arriva al centro di trattamento dove viene frantumato, innaffiato, mescolato e inserito a ciclo continuo in un enorme serbatoio (il digestore anaerobico), dove resta una trentina di giorni producendo biogas. Il residuo viene ulteriormente lavorato per diventare compost e fertilizzante.

Togliere l’umido dalla spazzatura indifferenziata significa recuperare valore, perché l’organico viene trasformato in compost, fertilizzante per l’agricoltura e biogas (miscela di metano e anidride carbonica) a sua volta usato per produrre elettricità o calore. Ma significa anche far funzionare meglio gli inceneritori perché non devono più bruciare rifiuti pieni di “acqua”.

I cacciatori di falene

July 5th, 2014 by Giancarlo Spadini No comments »

Catturano le farfalle notturne, le contano, le liberano. Per capire cosa succede all’ambiente.

20130530_090459_8_1Questi appassionati di entomologia sembrano imitare i lepidotteri che studiano: raccolti attorno a una lampada, ricordano un po’ le falene attirate dalla luce.

Nel pieno della “Moth Night”, un iniziativa di citizen science che per tre notti di agosto ha visto appassionati andare in cerca per la Gran Bretagna. Utilizzando lampade, hanno attirato gli insetti all’interno di trappole non letali, li hanno identificati e contati. “E poi liberati” racconta Richard Fox dell’organizzazione Butterfly Conservation, che con la rivista Atropos organizza ogni anno la “notte della falena” in Gran Bretagna (ci sono eventi analoghi in altri paesi, anche a livello europeo).

“Ci sono eventi per far conoscere alle persone le falene (il nome comune dato dato alle farfalle crepuscolari e notturne: la distinzione tra falene e farfalle non corrisponde ad una classificazione scientifica)” dice Fox. “I gruppi di appassionati poi vanno in cerca degli insetti e inviano le informazioni ad un database”. Quest’anno ci sono già stati più di 1000 invii di dati, per un totale di circa 900 specie e 100.000 insetti. Le falene sono molto diminuite negli ultimi decenni: l’obiettivo è raccogliere informazioni sulla distribuzione delle circa 2.500 specie presenti in Gran Bretagna”.
Per aiutare i ricercatori a studiare gli effetti del cambio climatico su questi animali.

Corridoi per le farfalle nelle città

July 5th, 2014 by Giancarlo Spadini No comments »

Il progetto si chiama Effetto Farfalla, inizia da Milano e si pone l’obiettivo di riportare le farfalle nei centri urbani.

“Da qualche anno alcune farfalle cercano di colonizzare le aree verdi delle città, ma i fiori e le piante di cui si nutrano scarseggiano”, spiega Gustavo Gandini, docente di genetica della conservazione all’Università di Milano, ideatore dell’iniziativa con altre associazioni già attive a Milano.

Ma ogni balcone o giardino, anche condominiale, può essere una piccola oasi in cui le farfalle possono nutrirsi e sostare nei loro spostamenti.

Come fare? Basta coltivare piante calamita come finocchio e carota selvatica, prezzemolo o le splendide zinnie. I lepidotteri potranno così percorrere veri corridoi ecologici che collegano le aree verdi, dal centro città ai parchi periferici.

Sul sito Effetto Farfalla è presente la mappa per monitorare le oasi e partecipare all’iniziativa segnalando l’oasi che avete preparato per le vostre farfalle.

È più ecologico lavare l’auto nel proprio cortile oppure ricorrere all’autolavaggio?

June 24th, 2014 by Giancarlo Spadini No comments »

Un ente americano ha fatto i conti: il lavaggio fai da te ne esce nettamente sconfitto.

Calcolare con precisione l’impatto ambientale medio del lavaggio di un auto è molto difficile, soprattutto per via delle tante tecniche diverse che si possono utilizzare per questa operazione.
Tuttavia, in generale, sembrerebbe essere più ecologico affidarsi ad un autolavaggio professionale.

Innanzitutto perché questo utilizza l’acqua in modo più efficiente: circa 170 litri per auto contro una media di 410 nel caso del lavaggio casalingo, secondo i calcoli dell’ente americano International Carwash Association. E soprattutto perché l’acqua reflua del lavaggio fai da te, che può contenere sostanze come benzina, olio, residui di scarico e naturalmente detergente, finisce generalmente nei tombini, con forte rischio d’inquinamento. Gli autolavaggi, invece, sono tenuti per legge alla depurazione delle acque reflue prima del loro scarico.

Aria condizionata sì, aria condizionata no

May 24th, 2014 by Giancarlo Spadini No comments »

Con l’arrivo del caldo si riaccendono gli impianti di condizionamento: sul lavoro, in famiglia, al ristorante, nei grandi magazzini e su tutti i mezzi di trasporto che ci circondano. Giusto o sbagliato?
Ambiente, economia e salute. Quali sono i pro e i contro?
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